Nuovo bando “Parco Agrisolare”: le modalità di presentazione delle domande
Mancano pochi giorni ormai per la presentazione delle domande di accesso alla realizzazione di impianti fotovoltaici con potenza massima di 1 MW, da installare su edifici ad uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. Si tratta di una misura del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), finalizzata a rimuovere e smaltire i tetti esistenti e costruire nuovi tetti isolati, creare sistemi automatizzati di ventilazione e/o di raffreddamento e installare pannelli solari e sistemi di gestione intelligente dei flussi e degli accumulatori.
Come stabilito dal PNRR la misura gode di 1,5 miliardi di euro ed è prevista una spesa massima ammissibile per il singolo progetto pari a 750 mila euro (contributo a fondo perduto) per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale. Dopo il primo bando, il 1° luglio 2023 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale 19 aprile 2023, con cui vengono programmate le risorse residue della misura per un importo di circa 1 miliardo di euro. Gli interventi ammessi sono gli stessi; raddoppiati, invece, i tetti di spesa e la potenza FV incentivabile con un limite di spesa per sistemi di accumulo pari a 100.000 euro e potenza massima installabile pari a 1 MW.
Le domande dovranno essere presentate, pena l’irricevibilità, esclusivamente tramite la Piattaforma informatica predisposta dal GSE a decorrere dalle ore 12:00:00 del giorno 12 settembre 2023 e fino alle ore 12:00:00 del giorno 12 ottobre 2023.
Da tener presente che la presentazione della domanda da parte del soggetto beneficiario non può essere successiva all’avvio dei lavori di realizzazione degli interventi relativi alla proposta.
Inoltre, è possibile, presentare una o, in caso di progetti distinti, più proposte esclusivamente a valere su un’unica Tabella di cui all’Allegato A al decreto; la spesa massima ammissibile complessiva per beneficiario non può in ogni caso superare l’importo di 2.330.000 euro.
Le novità del nuovo bando
Alcune novità importanti rispetto al primo bando sono:
incremento dell’intensità di aiuto massima concedibile fino all’80% per le imprese della produzione agricola primaria e della trasformazione agricolo in agricolo;
introduzione della nuova fattispecie di autoconsumo condiviso;
partecipazione di imprese in forma aggregata;
possibilità di realizzare impianti fotovoltaici sui tetti dei fabbricati agricoli con potenza fino ad un massimo di 1.000 kWp per impianto;
raddoppio della spesa massima ammissibile per sistemi di accumulo fino a 100.000 euro;
raddoppio della spesa massima ammissibile per dispositivi di ricarica fino a 30.000 euro;
spesa massima per beneficiario pari ad 2.330.000 euro.
Obiettivo: autoprodurre energia da fonti rinnovabili
La nuova misura ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili e la riduzione dei costi di produzione delle imprese attraverso la realizzazione di interventi per l’autosufficienza energetica utilizzando i propri edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, e quindi senza alcun consumo di suolo.
Le risorse del nuovo bando “Parco Agrisolare”
Per gli anni dal 2022 al 2026 le risorse ammontano a 1.500 milioni di euro a valere sui fondi del PNRR , Missione 2, Componente 1, Investimento 2.2, ma risultano risorse residue pari a 993.031.470,19 euro (decreto del 21 dicembre 2022 e decreto del 30 marzo 2023).
Le risorse residue sono destinate alla realizzazione di interventi di cui all’Allegato A del decreto, così assegnate:
una quota pari a 693.031.470,19 euro alle imprese del settore della produzione agricola primaria (Allegato A, Tabella 1A);
un importo pari a 150 milioni di euro per le imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli (Allegato A, Tabella 2A);
un importo pari a 75 milioni di euro per le imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli (Allegato A, Tabella 3A);
un importo pari a 75 milioni di euro per le imprese del settore della produzione agricola primaria, senza il vincolo (Allegato A, Tabella 4A).
Chi sono i soggetti beneficiari
I soggetti beneficiari del finanziamento rimangono gli stessi del primo bando, ossia:
imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;
imprese agroindustriali;
cooperative agricole e loro consorzi.
Sono, invece, esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore a 7.000 euro.
Dotazione finanziaria: 1 miliardo di euro per contributi a fondo perduto
Nello specifico:
700 milioni di euro finanzieranno i contributi a fondo perduto fino all’80% per le aziende della produzione agricola primaria per l’installazione di impianti destinati all’autoconsumo;
150 milioni di euro, fino all’80%, per le aziende del settore della trasformazione di prodotti agricoli, per l’installazione di impianti non necessariamente destinati all’autoconsumo, con possibilità di vendita dell’energia prodotta sul mercato;
75 milioni di euro per i contributi a fondo perduto del 30%, a favore delle imprese agricole di produzione agricola primaria, per l’installazione di impianti non necessariamente destinati all’autoconsumo, con possibilità di vendita dell’energia prodotta sul mercato;
75 milioni di euro finanzieranno contributi a fondo perduto del 30% per il settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, che potranno installare gli impianti fotovoltaici senza il vincolo dell’autoconsumo, con possibilità di vendita dell’energia prodotta sul mercato.
Limiti di spesa
I limiti di spesa sono:
1.500 €/kWp per fotovoltaico;
1.000 euro/kWh fino a un massimo di 100.000 euro per i sistemi di accumulo;
30.000 euro per colonnine di ricarica;
700 euro/kWp di fotovoltaico installato per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, l’isolamento termico e il sistema di aerazione connessi alla sostituzione del tetto.
L’Iva è un costo ammissibile solo se questa non sia recuperabile
Spese ammesse a finanziamento
I contributi in questioni sono destinati a coprire le seguenti spese:
l’acquisto, la posa e l’installazione dei pannelli fotovoltaici;
la realizzazione di sistemi di accumulo;
i costi di connessione alla rete;
l’installazione di dispositivi di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole (fino a 30.000 euro di spesa);
la rimozione e smaltimento dell’amianto (è consentita la realizzazione di impianti fotovoltaici su coperture anche diverse da quelle su cui si opera la bonifica dall’amianto, se appartenenti allo stesso fabbricato; ammessa l’opera di bonifica anche su superfici superiori a quelle dell’installazione di impianti fotovoltaici, se nello stesso fabbricato);
la demolizione e ricostruzione delle coperture;
altri interventi realizzati contestualmente all’installazione dei pannelli fotovoltaici, come il miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture, l’isolamento termico dei tetti e la realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria);
la progettazione, l’asseverazione degli interventi e la presentazione delle istanze.